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Cos’è lo stretching? benfici dello stretching nel calisthenics

Come in tutte le discipline, anche nel calisthenics, fare delle sedute di stretching è fondamentale per migliorare le proprie performance. Grazie allo stretching riusciamo ad allungare i muscoli e dei muscoli più lunghi sono anche più forti e resistenti. Anche le persone che non praticano sport dovrebbero fare stretching per vivere meglio e più in forma.
Specialmente nel calisthenics risulta fondamentale tutto quello che riguarda stretching e mobilità per via delle skills. Essere molto mobili ci permette di avere dei vantaggi non indifferenti, basti pensare a una skill come il v-sit. Possiamo avere tutta la forza del mondo ma senza una buona mobilità non riusciremo mai a farlo a dovere.
Un altro esempio di benefici dello stretching nel calisthenics, sempre riguardo le skill,è la propedeutica in divaricata che tutte hanno. Prima di eseguire una figura statica in versione full si allena la divaricata. Più saremo mobili e più riusciremo a divaricare le gambe, questo permetterà di scalare l’esercizio e renderlo più semplice.
Ovviamente i benefici non si fermano solo alle skills ma li vedremo in seguito. Adesso andiamo a vedere diverse tipologie di stretching che possiamo integrare nel nostro allenamento calisthenico.

Come allungare i muscoli con lo stretching attivo e passivo

Lo stretching conta diverse tipologie, ma oggi vedremo come allungare i muscoli con lo stretching attivo e passivo . Partiamo dal passivo, sicuramente la scelta su cui ricadono i novizi o chi ha grandi livelli di mobilità articolare.
Per fare stretching passivo mettersi nella posizione scelta e mantenerla per un lasso di tempo prestabilito. Può essere eseguito da solo con l’ausilio della forza di gravità o in compagnia. Il compagno ci aiuta ad allungarci sempre di più. E’ importante stare molto attenti a non esagerare perchè si può incorrere in infortuni.
Per quanto riguarda lo stretching attivo a livello muscolare è più complesso. Esso sfrutta il principio di inibizione reciproca che consiste nel rilassamento di un muscolo antagonista grazie alla tensione dell’agonista. Quindi possiamo riassumere dicendo che nello stretching attivo raggiungiamo una data posizione grazie alla contrazione muscolare attiva.
Entrambe le tipologie vanno eseguite in serie e ripetizioni, ma soprattutto in sinergia se si vogliono massimizzare gli effetti.

I benefici dello stretching

Adesso andiamo a vedere quali sono i benefici dello stretching. Prima, però, dobbiamo capire cosa provocala non curanza di esso. Partiamo col dire che la composizione muscolare è data da migliaia di fibre muscolari che si trovano nella cosiddetta fascia, che è una membrana. Essa col passare del tempo perde la sua elasticità, e il muscolo accorciandosi crea una costrizione articolare che provoca il deterioramento di quest’ultime.
Questa costrizione porta a fastidi, limitazioni nei movimenti e posture scorrette. Fare stretching previene tutto questo e consente di raggiungere un benessere fisico non indifferente. I benefici dello stretching sono molteplici. Innanzitutto avendo a che fare con tendini, articolazioni, muscoli e ossa migliora la lubrificazione articolare. Favorisce il rilassamento riducendo le tensioni e lo stress.
Impatta notevolmente anche sul consumo della cartilagine nel tempo, infatti la riduce. Questo aiuta a prevenire il rischio di artrosi. Ha anche un effetto riabilitativo in quanto riduce il dolore e migliora la postura grazie alla compensazione della rigidità muscolare. Inoltre migliora la circolazione e la resistenza e l’elasticità di tendini e muscoli.
Come abbiamo potuto vedere i benefici dello stretching sono davvero tanti. E’ fortemente consigliato fare diverse sedute di stretching nell’arco della giornata a prescindere se siamo persone che si allenano o no.

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